Regni e imperi del Vicino Oriente
Le Civiltà mesopotamiche

Le Civiltà mesopotamiche

Nell’area geografia del Vicino Oriente, tra il IV e il I millennio a.C., si succedettero numerose realtà, quali le città-stato, come Uruk, e veri e propri imperi (accadico, babilonese, hittita, assiro), che assoggettarono popoli e unificarono intere regioni sotto il proprio dominio. La conformazione del terreno, priva di difese naturali come catene montuose o mari, facilitava infatti lo spostamento dei popoli e la conquista dei territori, pertanto nel corso dei secoli le invasioni furono molte.

Sumeri e Accadi

La Mesopotamia (o “terra dei fiumi”), così chiamata perché attraversata dai fiumi Tigri e Eufrate, era una regione abitata da popolazioni dai diversi stili di vita e culture: dai sedentari delle città ai seminomadi provenienti dalle zone di confine, dai Sumeri – inventori della scrittura cuneiforme – agli Accadi, popolo di pastori. La sua vicinanza ai corsi d’acqua la rendeva una terra fertile, ma anche soggetta al rischio di inondazione, perciò gli abitanti dell’area svilupparono nel corso del tempo delle efficaci tecniche di controllo delle acque, tramite sistemi di regimentazione e canalizzazioni. 

Le città sumere erano delle vere e proprie città-stato, autosufficienti in tutto e per tutto e importanti centri di potere, nonostante una larga parte della popolazione si dedicasse all’agricoltura, vivendo pertanto in aree di campagna. Ogni città venerava la propria divinità alla quale veniva dedicato un tempio (ziggurat), la cui amministrazione era affidata al re-sacerdote: il potere politico e quello religioso erano infatti strettamente connessi. Il tempio era un luogo molto importante non solo per la fede religiosa, ma anche in quanto punto di raccolta dei prodotti agricoli e delle riserve alimentari che andavano distribuiti alla popolazione. Un’importante invenzione 

Tuttavia, sarebbe sbagliato pensare che le varie città coesistessero pacificamente: gli scontri tra esse erano difatti molto frequenti. Le battaglie, così come il commercio, poterono giovare di un’importante invenzione, ovvero le ruote: inizialmente pesanti e tenute insieme da una semplice asta, in seguito furono alleggerite e dotate di raggi. Esse permisero di passare dall’uso di slitte a quello di carri, trainati da asini selvatici e, successivamente, da cammelli, animali che potevano percorrere tratti di deserto più lunghi senza sostare per bere.

Sargon I, re di Akkad, fu il primo regnante a compiere il tentativo di unificare tutto il territorio mesopotamico, sottomettendo tutte le città-stato sumere sotto il proprio controllo e fondando il primo impero della storia. La lingua ufficiale divenne l’accadico e vennero introdotte importanti novità, tra cui la manutenzione dei canali gestita grazie alla centralizzazione delle acque. L’importanza della figura di re Sargon aumentò a tal punto che egli non era più considerato un prediletto degli dei, bensì un dio lui stesso.

Per quanto riguarda la religione, Sumeri e Accadi erano politeisti, ovvero credevano in più divinità; esse erano considerate come esseri superiori, tuttavia non avevano il dono dell’immortalità. Al di sopra di queste divinità minori esisteva una triade formata dal dio An (definito splendente, luminoso), il quale regnava nel cielo ed era il più importante di tutti,  dal dio Enlil, che dominava la terra, e dal dio Enk, sovrano delle acque e dei morti. Esistevano poi anche delle divinità malvagie, dalle quali gli uomini cercavano di proteggersi invocando l’aiuto delle divinità del bene. Il tempio, che come abbiamo visto si chiamava ziggurat (o ziqqurat), aveva la forma di una piramide in mattoni, era costruita a gradoni ai quali si accedeva tramite scalinate molto ripide. La ziggurat veniva vista come una sorta di montagna sacra, un ponte tra terra e cielo su cui gli dèi discendevano quando decidevano di andare ad abitare tra gli uomini.

I Babilonesi

Verso il 2000 a.C. gli Amorrei, una tribù nomade proveniente dalla steppe siriane, si impadronirono di Sumer e di Accad, imponendosi come nuova forza dominatrice e fondando numerose città. Tra di esse la più importante fu Babilonia (letteralmente “porta di dio”), affacciata sulle rive del fiume Eufrate e protetta da un robusto sistema di fortificazioni. Fu sotto il re Hammurabi che divenne particolarmente influente, arrivando a dare il nome al popolo dei babilonesi. Hammurabi, attorno al 1750 a.C., si dedicò alla conquista delle altre città della mesopotamia, andando a imporsi su tutto il territorio che erano stato dei sumeri e creando un nuovo impero. Sotto il suo dominio la società babilonese venne divisa in tre classi: i proprietari terrieri e i funzionari erano uomini liberi, gli artigiani e gli impiegati di palazzo erano semiliberi e infine gli schiavi, che non erano liberi ed erano obbligati a svolgere i lavori più pesanti. Hammurabi non fu soltanto un grande guerriero, ma anche un abile amministratore: grazie a lui furono create le prime leggi scritte, raccolte in un codice costituito da 282 leggi incise su una stele di basalto – pietra durissima e molto resistente nel tempo –  chiamate appunto codice di Hammurabi.

A causa dell’esigenza di una tecnologia avanzata per il controllo delle acque, i Babilonesi fecero anche importanti progressi in matematica e in geometria, anche se la scienza che essi approfondirono maggiormente fu l’astrologia: essi furono in grado di creare un calendario in base alle fasi lunari, osservando che la luna poteva essere calante o crescente. Suddivisero l’anno in 12 mesi, ciascuno formato da 4 settimane; stabilirono che ogni settimana avesse 6 giorni di lavoro e un giorno “infausto”, inadatto a qualsiasi attività, e che ogni giorno durasse 24 ore. Per quanto riguarda la sfera religiosa, la principale divinità da essi venerata era Marduk, un giovane dio guerriero creatore dell’universo, il cui culto finì per predominare sugli altri.

Gli Hittiti

Tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C. giunsero in Anatolia gli Hittiti, una popolazione indoeuropea proveniente dall’Europa centro-meridionale. L’impero hittita si impose nel XVII secolo a.C. nell’Anatolia centrale e divenne ben presto una delle principali potenze del Vicino Oriente. La sua capitale era Hattushash e i suoi territori erano ripartiti in più regioni che facevano capo a un re e che erano suddivise a loro volta in regni vassalli, i quali dovevano versare un tributo al proprio sovrano. Il re ricopriva diversi ruoli: amministratore delle terre, sommo sacerdote, giudice e capo dell’esercito. L’assemblea a cui partecipava tutta la nobiltà si occupava delle decisioni più importanti, mentre l’amministrazione generale del regno era gestita da funzionari specializzati in singoli compiti. L’esercito era composto da truppe dotate di carri da combattimento con ruote a raggi, a bordo dei quali stavano gli arcieri. Per quanto riguarda la religione, gli hittiti veneravano principalmente il dio del cielo e delle tempeste che aveva al suo fianco la dea del sole e numerose divinità minori: gli hittiti erano infatti chiamati “il popolo dei mille dei”, proprio a causa di questo accentuato politeismo.

Una delle guerre più difficili combattute dagli Hittiti fu quella contro l’Egitto nel 1350 a.C., svoltasi per stabilire chi avrebbe conquistato la Siria e da cui gli Hittiti uscirono vittoriosi. La fine del prospero impero degli Hittiti avvenne attorno al 1170 a.C., periodo di crisi che colpì numerose civiltà del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente; tale crisi fu causata anche dagli attacchi dei “popoli del Mare” (Achei, Filistei, Lici), il cui arrivo modificò in modo profondo quelle terre. Anche gli Hittiti subirono tali attacchi e furono costretti a ritirarsi, fino a rimanere soltanto un insieme di piccoli principati stanziati nell’Anatolia meridionale e nella Siria del Nord.

Gli Assiri

Gli Assiri erano un popolo di agricoltori e di pastori che abitava in una zona montuosa della Mesopotamia. Il loro territorio, grazie alle montagne, era posto in una posizione strategica e per questo molto ambita: ciò portò a molti attacchi da parte di altre popolazioni nel corso dei secoli, tra cui i Babilonesi e i Sumeri, che arrivarono ad occupare quelle terre, costringendo gli Assiri a un prolungato periodo di decadenza che durò fino al XIV secolo a.C.
In seguito, grazie all’arrivo degli Hittiti che modificarono l’assetto politico dell’area mesopotamica, gli Assiri poterono riaffermarsi, stabilendo il proprio impero e dotandosi una straordinaria forza militare. Una volta rafforzata la propria posizione e consolidate le proprie forze belliche, gli Assiri si dedicarono ad una politica espansionistica con l’obiettivo di riunificare tutta l’area del Vicino Oriente. Poiché era essenziale, a tale scopo, avere un esercito molto forte, si optò per una forte militarizzazione dei cittadini; il fatto che la maggior parte della popolazione fosse impegnata nelle armi fece sì che mancassero lavoratori come contadini e artigiani. Per risolvere questo problema, gli Assiri imposero delle deportazioni di massa tra i popoli vinti, così da farli lavorare nei campi e alla costruzione di opere pubbliche al posto degli Assiri stessi. Queste misure generarono un forte odio da parte dei popoli sconfitti, che sfociarono spesso in rivolte; esse furono contrastate con una dura repressione degli Assiri, la quale tuttavia rese fragile il loro dominio, fondato esclusivamente sulla forza militare e sul terrore.

Dopo aver trasformato l’impero babilonese in un regno vassallo, gli Assiri poterono conquistare la Siria, la Fenicia e la Palestina, arrivando a invadere l’Egitto. Tuttavia, la struttura dell’impero non era unitaria e, in seguito alla morte del potente re Assurbanipal nel 627 a.C., l’impero crollò, anche a causa delle ribellioni di popoli – tra cui i Babilonesi – che nel frattempo si erano coalizzati tra di loro. Grazie al re Nabucodonosor, i Babilonesi poternono tornare a governare la Mesopotamia per oltre un secolo: fu così che nacque il secondo impero babilonese, il quale fu in grado di piegare sotto di sé l’Egitto e di sottomettere gli Ebrei per poter conquistare Gerusalemme.

A cura di Ludovica Buda & Maria Sofia Mazzini

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